« 60 Ore alla Settimana: Il Massimo della Produttività o una Trappola? »

Sergey Brin, uno dei cervelli dietro Google, ha un’idea ben precisa: per vincere la corsa all’IA, è necessario lavorare duramente, molto duramente. Ritorno in ufficio e settimane di 60 ore, ecco la sua ricetta!



In una nota inviata questa settimana ai suoi dipendenti, Sergey Brin, co-fondatore di Google, ha chiesto ai suoi team di tornare in ufficio “almeno tutti i giorni della settimana” e di puntare a 60 ore di lavoro settimanali.

Sì, avete letto bene: 60 ore, equivalenti a 12 ore al giorno se consideriamo 5 giorni. Per lui, è il “momento ideale” per essere produttivi.

Per il momento, Google non impone nulla di nuovo ufficialmente. La politica attuale prevede tre giorni a settimana in presenza, il resto in smart working se necessario. Ma questa nota di Sergey Brin, ripresa dal New York Times, dimostra quanto sia intensa la pressione nella Silicon Valley. Sergey Brin vuole sviluppare l’AGI, un’intelligenza artificiale completa in grado di risolvere compiti complessi con capacità cognitive umane generalizzate.

L’AGI è il Graal: tutti vogliono trovarlo, e Google percepisce il fiato dei concorrenti sul collo. Così, Sergey Brin mette in campo le grandi manovre: vuole che i suoi team siano al massimo impegnati, fisicamente presenti, per fare brainstorming, codificare e innovare a ritmi vertiginosi.

60 ore, non è scioccante nella Silicon Valley

60 ore. Potrebbe sembrare tantissimo, soprattutto se si è abituati a 35 ore. Ma nella Silicon Valley non è poi così sorprendente. Lì, le settimane lunghe sono quasi una tradizione tra i giganti della tecnologia. Per Sergey Brin, questo ritmo consentirebbe di massimizzare la produttività senza bruciare i team – un equilibrio che lui chiama “momento ideale”.

Ma, lavorare di più garantisce davvero risultati migliori? Alcuni esperti direbbero di no, che la creatività e l’innovazione arrivano anche con riposo e tempo per riflettere. Ma Sergey Brin sembra convinto che la salvezza passi per lo sforzo brutale. E non è solo: altre aziende come Tesla o Amazon hanno già spinto i loro dipendenti a ritmi simili per rimanere competitivi. Che sia per creare un’AGI o per recuperare terreno su OpenAI, la strategia di Sergey Brin è chiara: dare tutto, anche a costo di mettere a dura prova i team.

Perché questa urgenza? Perché Google è stata colta di sorpresa nel 2022 da ChatGPT, l’IA di OpenAI che ha stupito il mondo intero. Da allora, l’azienda sta correndo per recuperare il ritardo, lanciando modelli come Gemini e lavorando su progetti ancora più ambiziosi.


Fonte : www.frandroid.com

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