Ancora più in alto: il giorno più grande per Apple

Di tutti i giganti della tecnologia, è quello considerato più indietro – almeno apparentemente – sull’intelligenza artificiale, molto dietro a Microsoft, Google, Amazon e persino Meta. Ma per Apple, le cose potrebbero cambiare questo lunedì 10 giugno sera, con l’apertura della Worldwide Developers Conference di Apple (WWDC24).


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Tim Cook, CEO di Apple, il 5 giugno 2023, apre la Worldwide Developers Conference di Apple dal centro della sede di Apple, a Cupertino in California. (APPLE / YOUTUBE)Tim Cook, CEO di Apple, il 5 giugno 2023, apre la Worldwide Developers Conference di Apple dal centro della sede di Apple, a Cupertino in California. (APPLE / YOUTUBE)

L’intelligenza artificiale generativa di Apple arriverà “più avanti nell’anno”. Continuiamo a dedicarvi tempo ed energie considerevoli. Ecco come, quattro mesi fa, il CEO di Apple, Tim Cook, cercava di rassicurare e, al tempo stesso, di temporizzare con un unico messaggio: no, Apple non sta perdendo questa rivoluzione importante che è l’IA.

Non conosciamo ancora i dettagli degli annunci imminenti, ma il sentimento di ritardo e persino di urgenza percepito fino in California, fanno dell’IA, in questo mese di giugno, la priorità assoluta. Specialmente perché quest’IA, generativa e conversazionale, dovrebbe diffondersi ovunque e beneficiare sia dell’iPhone che del Mac, dell’iPad e dell’Apple Watch, senza dimenticare il visore per la realtà mista, il Vision Pro. Insomma, a tutto l’ecosistema.

Questo senso di ritardo è giustificato? Sì e no. No, perché Apple si occupa dell’IA in modo molto discreto – forse troppo – dal… 2017… Da quando il processore degli iPhone 8 e X è diventato il primo a integrare un motore neurale, un “neural engine” in inglese, secondo la terminologia di Apple. E’ un dettaglio che non mente: dal 2019, Intel e gli altri produttori di chip che puntano sull’IA parlano di “NPU” per indicare l'”Unità di elaborazione neurale” in italiano.

Dal mese scorso, Apple – e questo è raro – si è allineata alla terminologia del resto dell’industria e ora parla anche di “NPU” anziché di “neural engine” per dimostrare che l’azienda non ha paura dei confronti, anche se, apparentemente, Google e soprattutto Microsoft sono in vantaggio. Quindi sì, questo ritardo non è solo un’impressione poiché Apple farebbe i suoi annunci per ultima.

Ciò che è certo è che 5.000 sviluppatori selezionati a sorte (sono più di 36 milioni in totale), come ogni anno, stanno convergendo da tutto il mondo per assistere, questo lunedì 10 giugno, a questi annunci cruciali presso l’Apple Park, la sede dell’azienda nella Silicon Valley. E nelle ultime settimane, tutti hanno seguito le conferenze di OpenAI, Microsoft e Google.

Allora Apple riuscirà a innovare e sorprendere? Attendiamo la conferma di un accordo con OpenAI su chatGPT. E si parla anche di trattative fino all’ultimo minuto con Google per Gemini. Apple riuscirà a unire il meglio dei due mondi dell’IA con potenzialmente un nuovo Siri, quell’assistente vocale finora non così intelligente? Lo scopriremo lunedì 10 giugno, a partire dalle 19:00, ora italiana.

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